La Festa 2026

la festa
- Ieri e oggi -
Un corteo di belle ragazze veneziane, rievoca, in chiave moderna, il rapimento e la liberazione di dodici promesse spose, ai tempi del Doge Pietro Candiano III (1039). All'inizio del IX secolo, il 2 febbraio di ogni anno, giorno della purificazione di Maria, le dodici più belle fanciulle del popolo, scelte a rappresentare la città si radunavano insieme ai loro promessi sposi nella chiesa di San Pietro di Castello, per ricevere la benedizione nuziale.


Dopo secoli di abbandono, Bruno Tosi, noto regista e operatore culturale ha rilanciato a Venezia questa meravigliosa rievocazione.
Ora il carnevale di Venezia apre ogni anno con il corteo della "Festa delle Marie".
Essere Marie significa rappresentare Venezia e la sua storia. Dieci giorni per diventare una Maria, dal giorno dell'elezione rappresentare la Repubblica Serenissima di Venezia sarà un grande onore. Non una, ma 12 ragazze che per anni conserveranno l'indelebile ricordo dell'aver vissuto come delle vere regine per capire che si deve saper andare oltre se si vuole costruire una vita all'altezza della storia che rappresenteranno


per il 2026 ha realizzato il meraviglioso costume ispirandosi a
“Olympus — Alle origini del gioco”.
**********
il tema di quest’anno era un’idea, un mito, quello delle divinità olimpiche cui venivano tributati gli onori con dei giochi acrobatici che mettendo alla prova gli atleti coinvolgendo tutti i popoli dell’Impero Romano. Francesco dunque per unire tradizione, storia e presente decide di ispirarsi alla visione dei giochi acrobatici del 1700, descritti da Gabriel Bella nei suoi quadri, divenuti essi stessi il simbolo del carnevale di quest’anno. Nasce così un abito di colore chiaro, chiuso da un bustino a punta di gusto rinascimentale con un’ampia scollatura quadrata e la gonna dalla tipica forma ovale barocca. Ispirato sia alle dame settecentesche vestite alla “Romana” rappresentate negli affreschi allegorici del Tiepolo che ai protagonisti delle opere teatrali barocche che indossavano costumi che rimandavano ai canoni del gusto classico, con elmi piumati, calzari, gonne frangiate… Una vera propria ode all’ idea di classicità tipica del barocco veneziano: una sorta di ritorno all’Arcadia, persino nel disegno dei tessuti, che riprende la la lira di Apollo, nel motivo “a meandro” tipico della Magna Grecia del ricamo che borda scollatura, maniche e gonna e le frange rosse che indicavano la nobiltà nell’abbigliamento dell’impero romano.
Un grande drappo in seta bianca foderato di taffetas rosso si raccoglie sulla spalla sinistra per poi scendere dietro alle spalle, formando una sorta di “quinta ” teatrale che pone in risalto l’insieme la cui tridimensionalità architettonica continua nelle decorazioni del bustino il cui effetto chiaroscurale rimanda nuovamente agli stucchi che completano gli affreschi tiepoleschi.
Sul capo un elmo quasi classico, che copre la fronte con una mascherina appena abbozzata. E’ decorato con fregi in oro antico, e piccoli swarowsky che servono per dare luminosità nel movimento. Per svettare sul palco del carnevale ed allo stesso tempo rappresentare il tema di quest’anno sulla sommità dell’elmo, Francesco ha realizzato una piccola piazzetta san marco, che ospita una scenetta che riproduce le famose “Forze d’ Ercole”, così popolari tra i veneziani e riprodotte anche dal pittore settecentesco Gabriel Bella, soggetto del manifesto della odierna edizione del carnevale cittadino.
Sette “mini” arsenalotti, alti 11 cm e abbigliati nei vari colori presenti nei quadri che li ritraggono, sorreggono delle piccole assi che a loro volta ospitano altri atleti per formare una piramide “umana”.
Alla sommità, il più temerario, sventola una bandierina rossa, simbolo di forza e primato. La bandierina rossa, tutt’oggi viene data ai vincitori delle regate…
È stato realizzato con tessuti di diversi aziende tessili come Rubelli S.p.A. e Luciano Marcato, ed è stato realizzato nelle ultime due settimane a ridosso della presentazione in Piazza San Marco, l’ultimo giorno di carnevale, Martedì 4 marzo. L’incarico che ogni anno mi viene conferito da VeLa e dal suo Direttore artistico, Massimo Checchetto, che ringrazio, ha sempre il carattere di una sfida che comporta una grossa responsabilità, quella di dover creare un abito che racchiuda in se il tema del nostro carnevale veneziano, che coinvolge contemporaneamente sia la parte concettuale che quella costruttiva. Abito che per un anno, dovrà impersonare il tema dell’ultima edizione della kermesse cittadina, venendo indossato in tantissime occasioni dalla vincitrice delle Marie. Viva il carnevale di Venezia! Viva la Maria vincitrice!
francesco briggi Atelier Pietro Longhi
Gli eventi pubblici veneziani hanno un respiro globale, e quello che in assoluto richiama più attenzione è il Carnevale. Una tradizione che unisce tutte le culture come le Olimpiadi, che quest’anno hanno dato il tema alla kermesse internazionale.
Per Francesco dunque si presentava un nuovo difficilissimo compito, unite due tradizioni fra le più famose al mondo con quella nella quale si identifica l’anima veneziana: la Festa delle Marie. Nelle edizioni passate il carnevale era dedicato a personaggi veneziani la cui influenza ha collaborato a creare il mio della Serenissima: Marco Polo, il mercante che aveva unito oriente ed occidente, portando in Europa tutte quelle novità come la carta, la seta, la porcellana assieme alla cultura di cui divenne ambasciatore a tal punto da essere il tramite fra i due mondi. L’anno dopo fu il grande filosofo, scrittore, scienziato e storico Giacomo Casanova, che nelle sue memorie ci lascia un’analisi precisa ed attendibile dell’Europa del 1700.









info@festadellemarie.com- Tel. 338 8380665
® by IL PUNTO 2026 ®
