La Festa 2025

la festa

- Ieri e oggi -





Un corteo di belle ragazze veneziane, rievoca, in chiave moderna, il rapimento e la liberazione di dodici promesse spose, ai tempi del Doge Pietro Candiano III (1039). All'inizio del IX secolo, il 2 febbraio di ogni anno, giorno della purificazione di Maria, le dodici più belle fanciulle del popolo, scelte a rappresentare la città si radunavano insieme ai loro promessi sposi nella chiesa di San Pietro di Castello, per ricevere la benedizione nuziale.



Dopo secoli di abbandono, Bruno Tosi, noto regista e operatore culturale ha rilanciato a Venezia questa meravigliosa rievocazione.

Ora il carnevale di Venezia apre ogni anno con il corteo della "Festa delle Marie".

Vi spieghiamo com’è nato nella genialità dello stilista  Francesco Briggi Atelier Pietro Longhi  il costume che ha realizzato per la Elena Sofia Cesca proclamata in Piazza San Marco MARIA DELL’ ANNO 2025, ispirandosi a Giacomo Casanova e il suo tempo.

Per il 2026 come ci sorprenderà l’Atelier Pietro Longhi ? Che meraviglioso costume realizzerà con il tema “Olympus — Alle origini del gioco”?  Lo scopriremo solo il giorno 17 febbraio per la proclamazione in Piazza San Marco della Maria dell’anno 2026.

 

http://francesco briggiCome ogni edizione, l’abito che indossa la Maria vincitrice è dedicato al tema del Carnevale veneziano ed alla figura di Giacomo Casanova ed alla sua incredibile ed inimitabile vita. Racchiude diversi elementi della storia edella vita del celebre veneziano. È sia maschile che femminile. Il colore azzurro dell’abito nel suo insieme, ricorda il colore della città di Venezia, che è appunto l’azzurro, non il rosso ( il leone marciano oro e rosso insiste in un campo di colore azzurro. Colore anche della vergine Maria). Azzurro è stato anche l’abito indossato da Giacomo Casanova quando venne arrestato. Abito appena ritirato dal sarto , che gli consentì poi di uscire dalla porta principale di palazzo ducale , venendo scambiato per un visitatore erroneamente rinchiuso il girono prima. L’acconciatura è costituita da un piccolo Tricornino femminile sul quale troneggia un giovane Giacomo Casanova in miniatura che indossa un abito realizzato con lo stesso tessuto dell’abito principale. Il nostro piccolo Giacomo dondola felice in una altalena formata da due bricole veneziane. La parrucca è ispirata a quella indossata da Donald Sutherland, celebre protagonista del Casanova di Fellini. Un collarino con Swarovski e la pettorina triangolare, virano il nostro abito nella sfera femminile della moda come pure il lungo mantello all’andrienne realizzato con un tessuto che ricorda il colore del mare e della laguna, elementi fondamentali della civiltà veneziana e dei ricordi del nostro seduttore. Mentre le lunghe maniche con paramani e pizzi ai polsi, ci ricordano le “velade” giacche maschili in voga nel settecento. L’apertura della giacca è bordata da una serie di colli di misure differenti che ci rimandano alle pagine dei libri letti e scritti da Giacomo ed alle numerose lettere d’amore ricevute ed inviate dal nostro veneziano. Dei panieri, elementi fondamentali della moda femminile rococò, cingono i fianchi dell’abito, ma sono realizzati in maniera tale da ricordare le grate delle prigioni e dei “Piombi” dai quali Casanova fu l’unico a scappare, dandogli poi la fama internazionale che lo seguì per tutta la vita. Le culottes, pantaloni al ginocchio tipici della moda maschile settecentesca, vestono la parte inferiore dell’abito riportandolo appunto in una sfera maschile della moda del tempo. Le scarpe con il tacco a rocchetto, così caratteristiche e inconfondibili nella moda dei due sessi, completano l’abito. È stato realizzato con tessuti di diversi aziende tessili come Rubelli S.p.A. e Luciano Marcato, ed è stato realizzato nelle ultime due settimane a ridosso della presentazione in Piazza San Marco, l’ultimo giorno di carnevale, Martedì 4 marzo. L’incarico che ogni anno mi viene conferito da VeLa e dal suo Direttore artistico, Massimo Checchetto, che ringrazio, ha sempre il carattere di una sfida che comporta una grossa responsabilità, quella di dover creare un abito che racchiuda in se il tema del nostro carnevale veneziano, che coinvolge contemporaneamente sia la parte concettuale che quella costruttiva. Abito che per un anno, dovrà impersonare il tema dell’ultima edizione della kermesse cittadina, venendo indossato in tantissime occasioni dalla vincitrice delle Marie. Viva il carnevale di Venezia! Viva la Maria vincitrice! francesco briggi  Atelier Pietro Longhi